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DIRITTO DI ASILO E REGOLAMENTO DUBLINO

Ci occupiamo di ricorsi avverso i provvedimenti della Commissione Territoriale, prepariamo i richiedenti protezione all’ audizione davanti la Commissione, organizziamo gli accompagnamenti in Questura, presentiamo ricorsi all’autorità giudiziaria avverso le prassi illegittime della pubblica amministrazione, ad esempio i rifiuti del permesso per richiesta asilo, il diniego di accesso alla procedura di richiesta di protezione internazionale, la richiesta dell’iscrizione anagrafica per il rilascio del permesso di soggiorno, le revoche dell’accoglienza, mancato rilascio del titolo di viaggio.

La Questura di Roma non può impedire per incapacità logistiche la formalizzazione della domanda di asilo

01/2020

Con decreto inaudita altera parte, il Tribunale civile di Roma ha ordinato alla Questura di formalizzare la domanda di asilo di un cittadino straniero che più volte aveva provato, senza successo, a presentare la domanda di asilo allo sportello della Questura di Roma. In particolare, il Giudice, richiamando l’art. 10 co. 3 della Costituzione ha ribadito che deve essere la Questura a dover apprestare una organizzazione sufficiente per l’esercizio del diritto di asilo e non è quindi legittimo l’impedimento derivante dalle esigenze logistiche della P.A (per prassi la Questura fissa un tetto massimo giornaliero di persone che possono formalizzare la domanda di asilo).

Rinnovo permesso umanitario

05/2019

Il Tribunale di Roma ha ordinato il rinnovo di un permesso umanitario ex art.5 comma 6 scaduto ad agosto 2018 e di cui era stato chiesto il rinnovo a settembre 2018. il Tribunale ha affermato che non si applica il Dl. 113/18 ai permessi per motivi umanitari scaduti prima del 5 ottobre 2018 (per i quali si potrà quindi chiedere il rinnovo) e che la residenza convenzionale (c.d. fittizia) deve essere comparata a tutti gli effetti alla c.d. residenza reale.

Respingimento illegittimo e diritto di ingresso sul territorio

11/2019

A seguito di un respingimento collettivo operato dalla Marina militare italiana nel 2009 ai danni di un gruppo di cittadini eritrei, poi ricondotto nelle carceri libiche, il Tribunale di Roma per la prima volta ha accertato il diritto dei ricorrenti a fare ingresso in Italia per formalizzare la propria domanda di asilo, oltre a riconoscere a ciascuno di loro un risarcimento di 15.000 euro. La pubblica amministrazione viene condannata a consentire l'ingresso in Italia ai ricorrenti, da anni bloccati nel territorio di Israele, con le forme che saranno ritenute più idonee, al fine di esercitare di diritto di richiedere asilo in diretta applicazione dell'art. 10 comma 3 della Costituzione

Iscrizione anagrafica rifugiato

04/2019

Il Tribunale Civile di Roma ha condannato il Comune di Roma alla immediata iscrizione anagrafica della titolare di status di rifugiato. Infatti la normativa introdotta dalla L.132/2018 sulla iscrizione anagrafica si applica solo ai richiedenti asilo – sulla cui legittimità si dubita - e non anche ai titolari di protezione. La tutela cautela provvisoria ed anticipata è giustificata dal grave pregiudizio che la mancanza di iscrizione anagrafica determina in termini di accesso ai servizi sanitaria, sociali ed economici

Iscrizione anagrafica senza passaporto

05/2019

Il Tribunale Civile di Roma sancisce il diritto di un titolare di protezione umanitaria all'iscrizione anagrafica anche senza il possesso di passaporto o titolo di viaggio. Infatti l’iscrizione anagrafica non può essere condizionata dalla mancanza di passaporto o documento equipollente quando l’identificazione dello straniero può avvenire sulla base dei dati riportati sul titolo di soggiorno, documento che consente l’identificazione del suo titolare, come nel caso in esame.

Rilascio permesso protezione sussidiaria senza passaporto

02/2019

Il Tribunale Civile di Napoli ha ordinato di rilasciare il permesso per protezione sussidiaria anche in mancanza di passaporto. Trascorsi 60 giorni dalla richiesta di rilascio del permesso di soggiorno, senza che sia intervenuta nessuna risposta da parte della Questura è possibile rivolgersi al giudice con un ricorso di urgenza. Il rilascio del permesso di soggiorno al titolare di protezione è attività vincolata e la questura non può richiedere nessun ulteriore documento oltre l’avvenuto riconoscimento.