CITTADINANZA

La cittadinanza italiano può essere richiesta e riconosciuta in capo al cittadino straniero quando, in presenza di una serie di presupposti la legge ritiene che il cittadino straniero abbia un forte legame con il territorio italiano, ciò può accadere in varie ipotesi tra le quali il matrimonio con cittadino italiano, la presenza di ascendenti italiani, la nascita e la permanenza sul territorio italiano, la residenza per 10 anni ecc. Ci occupiamo quindi delle pratiche amministrative e dei ricorsi in sede giurisdizionale avverso i provvedimenti e le pratiche illegittime delle pubbliche amministrazioni. Inoltre presentiamo ricorsi al giudice civile per il riconoscimento della cittadinanza italiana di cittadini stranieri con avi italiani (linea maschile e femminile) anche se residenti all'estero, specialmente in sud America. Collaboriamo con avvocati internazionali https://www.smartdualcitizenship.com/

Il Tribunale di Roma rigetta l'eccezione ministeriale della c.d Grande Naturalizzazione e riconosce la cittadinanza iure sanguinis

02/2020

Il Tribunale di Roma ha accolto la richiesta di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis ad alcuni cittadini brasiliani rigettando l'eccezione ministeriale della c.d. Grande Naturalizzazione, ossia la principale obiezione sollevata dal ministero nel corso degli ultimi mesi, secondo cui con decreto n.58 del 1889 del Governo provvisorio brasiliano sarebbe stato introdotto un meccanismo di rinuncia automatica di cittadinanza per tutti i cittadini stranieri (compresi gli italiani) residenti in Brasile al 15 novembre 1889. Il Tribunale di Roma, viceversa, conferma l'orientamento della Corte di Cassazione di Napoli del 1907, secondo cui, in ragione della natura di diritto assoluto, la cittadinanza italiana può perdersi solo in forza di un rinuncia tramite un atto volontario ed esplicito e non anche a seguito di una rinuncia implicita derivante dal mancato esercizio della rinuncia alla cittadinanza brasiliana

Cittadinanza italiana per discendenza paterna

09/2019

Il tribunale Civile di Roma riconosce la cittadinanza italiana ai discendenti di un cittadino italiano emigrato in Brasile. I ricorrenti – adulti e minorenni – avevano richiesto il riconoscimento all’ufficio consolare, tuttavia dopo 2 anni di attesa la loro richiesta non era ancora stata evasa. Per questo i ricorrenti, hanno richiesto ed ottenuto la cittadinanza italiana direttamente in via giudiziaria agendo contro il silenzio-inadempimento della PA.

Cittadinanza a titolari di protezione sussidiaria

11/2019

Il  Tribunale civile di Roma ha riconosciuto alla ricorrente, titolare di protezione sussidiaria, l'esenzione dalla produzione del certificato di nascita e del casellario giudiziario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana al pari del titolare di status di rifugiato. il giudice riconosce che in caso di pericolo e rischio per la propria incolumità personale, anche al titolare di protezione sussidiaria può essere riconosciuto il diritto di produrre autocertificazioni con firma autenticata, in luogo dei certificati provenienti dal paese di origine.

Cittadinanza per discendenza materna in Uruguay

09/2019

Il Tribunale Civile di Roma riconosce la cittadinanza italiana ai discendenti di una cittadina trasferitasi in Uruguay, riaffermando il principio per cui la cittadina italiana sposandosi non perde la cittadinanza italiana e può trasmetterla ai figli anche se nata prima del 1948. Nonostante i consolati continuino a non autorizzare la presentazione delle richieste di cittadinanza di discendenti di cittadine italiane, il giudice ritiene invece fondata la pretesa e ammette il ricorso diretto al giudice.

Status di apolide ad un ragazzo nato in Italia dopo il 6 aprile 1992 da madre cittadina bosniaca e padre apolide

10/2019

Con questa interessante pronuncia il Tribunale di Roma riconosce lo status di apolide ad un ragazzo di etnia rom sostenendo che in base all’art. 37 della legge sulla cittadinanza bosniaca del 1998 non può essere avvenuta la trasmissione della cittadinanza bosniaca iure sanguinis dalla madre al figlio in quanto quest’ultimo è nato dopo il 6 aprile 1992 ovvero a seguito del disfacimento della Repubblica Iugoslava. Similmente, in base alle norme transitorie vigenti tra il 1992 e il 1995, l’attore non può aver acquisito la cittadinanza bosniaca per naturalizzazione in quanto lo stesso ha sempre risieduto in Italia.

Obbligo del ministero di esibire i documenti anche riservati

07/2019

Nell’ambito dei procedimenti riguardanti il ricorso avverso il diniego di cittadinanza per motivi di sicurezza il ministero dell’interno ha l’obbligo di esibire i documenti alla base della decisione di rigetto, in mancanza dei quali non è possibile ricostruire l’iter logico della motivazione. Il Consiglio di Stato, riaffermando il suo indirizzo, ordina al Ministero di esibire i documenti, eventualmente anche classificati, su cui si basa il diniego, in quanto necessari a valutare la congruità della motivazione.

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