Permesso di soggiorno e
visto di ingresso

Organizziamo accompagnamenti in Questura e in Prefettura per la richiesta di rinnovo o conversione del titolo di soggiorno, oltre all’assistenza nella compilazione del kit e alla fase interlocutoria con la pubblica amministrazione. Ci occupiamo dei ricorsi al tribunale civile e al tar avverso i rigetti di conversione e rinnovo del permesso di soggiorno. Assistiamo nella preparazione della documentazione per la richiesta dei visti di ingresso per motivi turistici, residenza elettiva, ricongiungimento familiare anche con accessi alla Prefettura e presso le pubbliche amministrazioni. Ci occupiamo dei ricorsi avverso i rigetti delle Ambasciate d’Italia dei visti di ingresso, in particolare per ricongiungimento familiare.

Conversione del permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato direttamente dal Questore

06/2020

Il Tar Campania ha ritenuto che la disciplina transitoria enunciata esplicitamente nell'art. 8 co. 1 del Dl 113/2018 per i permessi umanitari ex art. 32 co. 2 Dlgs 25/2008, debba applicarsi anche ai permessi per motivi umanitari rilasciati direttamente dal Questore ex art. 5 co. 6 Dlgs 286/1998 e art. 11 DPR 394/99. Questo in base al fatto che, da un lato, l'art. 8 co. 1 DL 113/2018 non sembrerebbe escludere la possibilità di convertire tale permesso in altro titolo di soggiorno e, dall'altro che, affermare il contrario, significherebbe andare contro la ratio della norma che è quella di permettere a chi abbia beneficiato del permesso per motivi umanitari - ormai non più rilasciabile a seguito della soppressione - di ottenere un altro tipo di permesso “ordinario” che gli permetta di rimanere legittimamente nel territorio italiano. In tal modo, il Tar riconosce, altresì, la convertibilità del permesso di soggiorno per motivi umanitari in permesso di soggiorno per lavoro o anche per attesa occupazione, sussistendone i requisiti previsti dalla legge per il rilascio.

Visto per cura del minore

02/2017

Sussistendo “gravi motivi”, a salvaguardia dello sviluppo psicofisico del minore, rientrano tra i “familiari” di cui all’art. 31, comma 3, T.U. Immigrazione anche i nonni del minore. Inoltre, a questi ultimi non solo è concessa la permanenza nel territorio dello Stato, per i suddetti motivi, bensì anche l’ingresso nel medesimo con la concessione del rispettivo visto. Così il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro con la sentenza n. 1178/2018, autorizzando l’ingresso per il periodo di un anno alla nonna materna di una bambina nata in Italia rimasta orfana della madre morta di parto al fine di poter “constatare la possibilità di un affido” ed “escludere lo stato di abbandono”, sussistendo, pertanto, i “gravi motivi” richiesti dalla norma sopra citata.

Accoglimento istanza cautelare e obbligo della Questura di rilasciare un pds provvisorio

03/2020

A seguito dell'accoglimento dell'istanza cautelare in un procedimento di rilascio del pds per cure mediche ai sensi dell'art. 19 co. 2, lett. D-bis) d.lgs 286/1998, la Questura si è rifiutata di rilasciare un titolo di soggiorno provvisorio al richiedente dato che il giudice aveva esclusivamente sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato senza ordinare espressamente il rilascio di un pds provvisorio . Viene dunque presentata al Tribunale civile una istanza cautelare con cui si chiede di emettere un ordine di ottemperanza al decreto cautelare di sospensione del provvedimento impugnato. Il giudice accoglie l’istanza ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c. e ordina alla Questura di rilasciare il titolo di soggiorno provvisorio specificando che non può esserci tutela cautelare senza l'emissione di un titolo di soggiorno provvisorio che consenta al ricorrente di soggiornare regolarmente sul territorio italiano nelle more della definizione del giudizio di merito.

Notifica provvedimento al difensore

12/2016

Sentenza con cui il TAR del Lazio conferma la precedente giurisprudenza del TAR Campania e riconosce il diritto del cittadino straniero a ricevere la notifica del provvedimento conclusivo della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno (diniego) tramite il proprio avvocato. Il Tar Lazio conferma l'illegittimità della prassi, adottata dalle questure in tutta Italia, secondo cui il rigetto della richiesta di rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno debba essere effettuato personalmente all'interessato (e non al suo avvocato), così da consentire l'immediato fermo, quindi il trattenimento nel CIE e l'accompagnamento forzato. Questa prassi di fatto scoraggia moltissimi cittadini stranieri a recarsi in questura per ricevere la notifica del diniego, precludendosi nella pratica la possibilità concreta di esercitare il proprio diritto di difesa.

Accoglimento istanza cautelare e obbligo della Questura di rilasciare un pds provvisorio

03/2020

A seguito dell'accoglimento dell'istanza cautelare in un procedimento di rilascio del pds per cure mediche ai sensi dell'art. 19 co. 2, lett. D-bis) d.lgs 286/1998, la Questura si è rifiutata di rilasciare un titolo di soggiorno provvisorio al richiedente dato che il giudice aveva esclusivamente sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato senza ordinare espressamente il rilascio di un pds provvisorio . Viene dunque presentata al Tribunale civile una istanza cautelare con cui si chiede di emettere un ordine di ottemperanza al decreto cautelare di sospensione del provvedimento impugnato. Il giudice accoglie l’istanza ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c. e ordina alla Questura di rilasciare il titolo di soggiorno provvisorio specificando che non può esserci tutela cautelare senza l'emissione di un titolo di soggiorno provvisorio che consenta al ricorrente di soggiornare regolarmente sul territorio italiano nelle more della definizione del giudizio di merito.

Carta di soggiorno coniuge cittadino italiano anche con precedenti penali

07/2016

Il Tribunale Civile di Roma ha riconosciuto il diritto al mantenimento della carta di soggiorno in favore di una cittadina straniera coniugata con cittadino italiano anche se con precedenti penale in materia di stupefacenti. Infatti la Questura deve sempre procedere ad una valutazione della pericolosità sociale e bilanciare gli interessi in campo, senza imporre ingiustificate limitazione al diritto all’unità familiare del cittadino italiano.

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