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PERMESSO DI SOGGIORNO E VISTO DI INGRESSO

Organizziamo accompagnamenti in Questura e in Prefettura per la richiesta di rinnovo o conversione del titolo di soggiorno, oltre all’assistenza nella compilazione del kit e alla fase interlocutoria con la pubblica amministrazione. Ci occupiamo dei ricorsi al tribunale civile e al tar avverso i rigetti di conversione e rinnovo del permesso di soggiorno. Assistiamo nella preparazione della documentazione per la richiesta dei visti di ingresso per motivi turistici, residenza elettiva, ricongiungimento familiare anche con accessi alla Prefettura e presso le pubbliche amministrazioni. Ci occupiamo dei ricorsi avverso i rigetti delle Ambasciate d’Italia dei visti di ingresso, in particolare per ricongiungimento familiare.

Accoglimento istanza cautelare e obbligo della Questura di rilasciare un pds provvisorio

03/2020

A seguito dell'accoglimento dell'istanza cautelare in un procedimento di rilascio del pds per cure mediche ai sensi dell'art. 19 co. 2, lett. D-bis) d.lgs 286/1998, la Questura si è rifiutata di rilasciare un titolo di soggiorno provvisorio al richiedente dato che il giudice aveva esclusivamente sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato senza ordinare espressamente il rilascio di un pds provvisorio . Viene dunque presentata al Tribunale civile una istanza cautelare con cui si chiede di emettere un ordine di ottemperanza al decreto cautelare di sospensione del provvedimento impugnato. Il giudice accoglie l’istanza ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c. e ordina alla Questura di rilasciare il titolo di soggiorno provvisorio specificando che non può esserci tutela cautelare senza l'emissione di un titolo di soggiorno provvisorio che consenta al ricorrente di soggiornare regolarmente sul territorio italiano nelle more della definizione del giudizio di merito.

Notifica provvedimento al difensore

12/2016

Sentenza con cui il TAR del Lazio conferma la precedente giurisprudenza del TAR Campania e riconosce il diritto del cittadino straniero a ricevere la notifica del provvedimento conclusivo della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno (diniego) tramite il proprio avvocato. Il Tar Lazio conferma l'illegittimità della prassi, adottata dalle questure in tutta Italia, secondo cui il rigetto della richiesta di rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno debba essere effettuato personalmente all'interessato (e non al suo avvocato), così da consentire l'immediato fermo, quindi il trattenimento nel CIE e l'accompagnamento forzato. Questa prassi di fatto scoraggia moltissimi cittadini stranieri a recarsi in questura per ricevere la notifica del diniego, precludendosi nella pratica la possibilità concreta di esercitare il proprio diritto di difesa.

Accoglimento istanza cautelare e obbligo della Questura di rilasciare un pds provvisorio

03/2020

A seguito dell'accoglimento dell'istanza cautelare in un procedimento di rilascio del pds per cure mediche ai sensi dell'art. 19 co. 2, lett. D-bis) d.lgs 286/1998, la Questura si è rifiutata di rilasciare un titolo di soggiorno provvisorio al richiedente dato che il giudice aveva esclusivamente sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato senza ordinare espressamente il rilascio di un pds provvisorio . Viene dunque presentata al Tribunale civile una istanza cautelare con cui si chiede di emettere un ordine di ottemperanza al decreto cautelare di sospensione del provvedimento impugnato. Il giudice accoglie l’istanza ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c. e ordina alla Questura di rilasciare il titolo di soggiorno provvisorio specificando che non può esserci tutela cautelare senza l'emissione di un titolo di soggiorno provvisorio che consenta al ricorrente di soggiornare regolarmente sul territorio italiano nelle more della definizione del giudizio di merito.

Carta di soggiorno coniuge cittadino italiano anche con precedenti penali

07/2016

Il Tribunale Civile di Roma ha riconosciuto il diritto al mantenimento della carta di soggiorno in favore di una cittadina straniera coniugata con cittadino italiano anche se con precedenti penale in materia di stupefacenti. Infatti la Questura deve sempre procedere ad una valutazione della pericolosità sociale e bilanciare gli interessi in campo, senza imporre ingiustificate limitazione al diritto all’unità familiare del cittadino italiano.

Visto per cura del minore

02/2017

Sussistendo “gravi motivi”, a salvaguardia dello sviluppo psicofisico del minore, rientrano tra i “familiari” di cui all’art. 31, comma 3, T.U. Immigrazione anche i nonni del minore. Inoltre, a questi ultimi non solo è concessa la permanenza nel territorio dello Stato, per i suddetti motivi, bensì anche l’ingresso nel medesimo con la concessione del rispettivo visto. Così il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro con la sentenza n. 1178/2018, autorizzando l’ingresso per il periodo di un anno alla nonna materna di una bambina nata in Italia rimasta orfana della madre morta di parto al fine di poter “constatare la possibilità di un affido” ed “escludere lo stato di abbandono”, sussistendo, pertanto, i “gravi motivi” richiesti dalla norma sopra citata.

Visto residenza elettiva

04/2016

Il tar annulla i rigetti dei rilascio del visto in quanto il cittadino straniero ha fornito adeguate e documentate garanzie circa la disponibilità di un’abitazione da eleggere a residenza, e di ampie risorse economiche autonome di cui si possa ragionevolmente supporre la continuità nel futuro. La p.a. ha rigettato senza tuttavia aprire una interlocuzione con il ricorrente ai sensi dell’art. 10 bi L 241/90 e anche le motivazioni addotte in sede di ricorso non appaiono ben circostanziate.