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PERMESSO DI SOGGIORNO E VISTO DI INGRESSO

Organizziamo accompagnamenti in Questura e in Prefettura per la richiesta di rinnovo o conversione del titolo di soggiorno, oltre all’assistenza nella compilazione del kit e alla fase interlocutoria con la pubblica amministrazione. Ci occupiamo dei ricorsi al tribunale civile e al tar avverso i rigetti di conversione e rinnovo del permesso di soggiorno. Assistiamo nella preparazione della documentazione per la richiesta dei visti di ingresso per motivi turistici, residenza elettiva, ricongiungimento familiare anche con accessi alla Prefettura e presso le pubbliche amministrazioni. Ci occupiamo dei ricorsi avverso i rigetti delle Ambasciate d’Italia dei visti di ingresso, in particolare per ricongiungimento familiare.

Sussistendo “gravi motivi”, a salvaguardia dello sviluppo psicofisico del minore, rientrano tra i “familiari” di cui all’art. 31, comma 3, T.U. Immigrazione anche i nonni del minore. Inoltre, a questi ultimi non solo è concessa la permanenza nel territorio dello Stato, per i suddetti motivi, bensì anche l’ingresso nel medesimo con la concessione del rispettivo visto. Così il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro con la sentenza n. 1178/2018, autorizzando l’ingresso per il periodo di un anno alla nonna materna di una bambina nata in Italia rimasta orfana della madre morta di parto al fine di poter “constatare la possibilità di un affido” ed “escludere lo stato di abbandono”, sussistendo, pertanto, i “gravi motivi” richiesti dalla norma sopra citata.

Visto per cura del minore

02/2017

Il tar annulla i rigetti dei rilascio del visto in quanto il cittadino straniero ha fornito adeguate e documentate garanzie circa la disponibilità di un’abitazione da eleggere a residenza, e di ampie risorse economiche autonome di cui si possa ragionevolmente supporre la continuità nel futuro. La p.a. ha rigettato senza tuttavia aprire una interlocuzione con il ricorrente ai sensi dell’art. 10 bi L 241/90 e anche le motivazioni addotte in sede di ricorso non appaiono ben circostanziate.

Visto residenza elettiva

04/2016

Sentenza con cui il TAR del Lazio conferma la precedente giurisprudenza del TAR Campania e riconosce il diritto del cittadino straniero a ricevere la notifica del provvedimento conclusivo della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno (diniego) tramite il proprio avvocato. Il Tar Lazio conferma l'illegittimità della prassi, adottata dalle questure in tutta Italia, secondo cui il rigetto della richiesta di rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno debba essere effettuato personalmente all'interessato (e non al suo avvocato), così da consentire l'immediato fermo, quindi il trattenimento nel CIE e l'accompagnamento forzato. Questa prassi di fatto scoraggia moltissimi cittadini stranieri a recarsi in questura per ricevere la notifica del diniego, precludendosi nella pratica la possibilità concreta di esercitare il proprio diritto di difesa.

Notifica provvedimento al difensore

12/2016

La corte di appello ha riconosciuto il diritto al ricongiungimento di una famiglia afghana con il rifugiato in Italia. La famiglia si trovava in Pakistan sopravvista di documenti certificativi e di residenza. Nonostante ciò va applicata la normativa prevista in caso di titolare di status e vanno accettati tutti i mezzi probatori disponibili (anche la prova del DNA) e l’ambasciata competente per il rilascio del visto può essere quella dello Stato dove la famiglia si trova.

Ricongiungimento familiare e residenza in paese diverso da quello di origine

02/2015

Il Tribunale Civile di Roma ha riconosciuto il diritto al mantenimento della carta di soggiorno in favore di una cittadina straniera coniugata con cittadino italiano anche se con precedenti penale in materia di stupefacenti. Infatti la Questura deve sempre procedere ad una valutazione della pericolosità sociale e bilanciare gli interessi in campo, senza imporre ingiustificate limitazione al diritto all’unità familiare del cittadino italiano.

Carta di soggiorno coniuge cittadino italiano anche con precedenti penali

07/2016