Permesso di soggiorno e
visto di ingresso

Presentiamo ricorsi all' autorità giurisdizionale avverso i rigetti delle richieste di viste presentate presso le ambasciata italiane all'estero ed in particolare i visti per studio, ricongiungimento familiare, motivi umanitari, familiari di cittadini italiani, residenza elettiva. inoltre Ci occupiamo dei ricorsi al tribunale civile e al tar avverso i rigetti di conversione e rinnovo del permesso di soggiorno in particolare per motivi di lavoro e studio.

Visto per studio, la circolare del MIUR è illegittima

05/2021

L’Ambasciata italiana in Camerun aveva negato il visto per studio affermando che - sulla base dell’ultima circolare del MIUR (anno accademico 2020/2021) - le garanzie economiche possono adesso essere prestate solo dal diretto interessato e dai genitori. Nel caso specifico erano prestate invece dal fratello che vive in Italia.
Il Tar Lazio, in fase cautelare, ha ordinato il riesame in quanto ritiene che la citata circolare sia illegittima per contrasto agli artt. 4 comma 4 e 39 comma 3 lett. a) e che conseguentemente le garanzie economiche richieste per il rilascio del visto possono essere prestate anche da cittadini italiani e cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.

Permesso per cure mediche: il rimpatrio in Senegal lederebbe in modo irreparabile il suo diritto alla salute e metterebbe a rischio la sua stessa vita

03/2021

Il Tribunale ha ordinato alla Questura di rilasciare un permesso di soggiorno per cure mediche ex art. 19 co. 2 lett. d-bis TUI ad un cittadino senegalese affetto da epatite B con cirrosi epatica.
Rilevante è il fatto che l’impossibilità a curarsi nel Paese di origine, come dimostrato dalle numerose fonti citate nel ricorso, è stata individuata giuridicamente nel fatto che il costo dei farmaci salvavita (già in corso di assunzione qui in Italia) è posto, in tale Paese, interamente a carico del cittadino. E dunque, "non vi è dubbio, quindi, che il rimpatrio del ricorrente lederebbe in modo irreparabile il suo diritto fondamentale alla salute e metterebbe a rischio la sua stessa vita".

Permesso per cure mediche. In Gambia non verrebbe curato adeguatamente e non potrebbe accedere alla terapia farmacologica

04/2021

Il Tribunale civile di Roma ha riconosciuto il diritto al rilascio di un permesso per cure mediche ex art. 19 co. 2 lett. d-bis TUI ad un cittadino gambiano affetto da PTSD, derivante dalle numerose violenze subite in Libia.
In particolare, il giudice ha ritenuto che il richiedente avesse diritto al permesso in base sia alla gravità delle patologia sia per la non reversibilità delle cure.
E’ utile sottolineare che il giudice - per quanto riguarda l’accesso alle cure nel paese di origine - ha ritenuto sufficienti le COI come indicate dalla parte attrice

Il Tar Napoli ha riconosciuto il diritto al titolo di viaggio a un cittadino straniero maggiorenne titolare di un permesso di soggiorno non legato ad alcuna forma di protezione

02/2021

l Tar ricorda che tutti i cittadini stranieri hanno diritto ad accedere a un titolo di viaggio in caso di impossibilità di ottenere il passaporto, che va intesa in senso ampio, ricomprendendovi anche i casi di impossibilità di fatto legati all'organizzazione consolare. Inoltre, ricorda il Tar che la prova di questa impossibilità può essere fornita adducendo indizi di ogni genere: solleciti al consolato, richieste di appuntamenti, biglietti del treno etc.

Sri Lanka, l’Ambasciata italiana dichiara scaduto il visto per ricongiungimento familiare. Il Tribunale ricorda che i nulla osta sono prorogati per legge fino al 30 aprile 2021

03/2021

Nel caso specifico per mesi la moglie del ricorrente non era riuscita a presentare la richiesta di visto - anche a causa delle note difficoltà legate alla pandemia in corso.
A seguito del protrarsi del silenzio e della prossima scadenza del nulla osta per il ricongiungimento (i nulla osta sono prorogati per legge fino al 30.04.21), abbiamo inviato varie diffide e solleciti rimasti senza risposta e successivamente abbiamo iscritto un ricorso di urgenza.
Solo nel corso del giudizio l’ambasciata ha precisato di non aver mai risposto in quanto ha ritenuto il nulla osta scaduto, interpretando come non applicabile la proroga prevista per legge.
Il giudice ha ordinato la formalizzazione della richiesta di visto dichiarando la validità del nulla osta.

Ricongiungimento del genitore ultrasessantacinquenne: il caso di un cittadino somalo

12/2020

Il tribunale civile di Roma con l’ordinanza resa nel procedimento cautelare di urgenza n. 37094/2020 ha confermato che per il ricongiungimento del genitore ultrasessantacinquenne non c’è bisogno della prova di essere a carico, mentre va provato che non vi siano altri figli nel paese di origine (o altri figli che possano provvedere al suo sostentamento).
Nel caso specifico, considerata la situazione in Somalia, una dichiarazione giurata del padre rilasciata ad un pubblico ufficiale in Somalia alla presenza di due testimoni, è stata considerata sufficiente a provare l’esistenza di un solo figlio (il ricorrente).
Infine, il giudice ha considerato provato anche il periculum dato dalla esistenza di una malattia particolarmente grave (verosimilmente mortale) di cui è affetto il padre da ricongiungere.