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CITTADINANZA

A foreign citizen can apply successfully for Italian citizenship when, in the presence of a series of requirements, the law considers him or her to have a strong bond with the Italian territory. Several hypotheses may be concerned, such as: a marriage with an Italian citizen, the existence of Italian ancestors, birth and permanency on Italian territory, being resident in Italy for 10 years, etc. Therefore, we deal with administrative paperwork and jurisdictional complaints against public administration’s unlawful acts, measures and procedures.

Furthermore, on behalf of foreign citizens with Italian ancestors (both male and female line), especially Southern Americans and even if they live abroad, we file appeals before Civil Courts to have their Italian citizenship recognized. 

 

EN

LA CITTADINANZA PER  I DISCENTI DA AVI ITALIANI

Il  Tribunale civile di Roma ha riconosciuto alla ricorrente, titolare di protezione sussidiaria, l'esenzione dalla produzione del certificato di nascita e del casellario giudiziario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana al pari del titolare di status di rifugiato. il giudice riconosce che in caso di pericolo e rischio per la propria incolumità personale, anche al titolare di protezione sussidiaria può essere riconosciuto il diritto di produrre autocertificazioni con firma autenticata, in luogo dei certificati provenienti dal paese di origine.

Cittadinanza a titolari di protezione sussidiaria

11/2019

Nell’ambito dei procedimenti riguardanti il ricorso avverso il diniego di cittadinanza per motivi di sicurezza il ministero dell’interno ha l’obbligo di esibire i documenti alla base della decisione di rigetto, in mancanza dei quali non è possibile ricostruire l’iter logico della motivazione. Il Consiglio di Stato, riaffermando il suo indirizzo, ordina al Ministero di esibire i documenti, eventualmente anche classificati, su cui si basa il diniego, in quanto necessari a valutare la congruità della motivazione.

Obbligo del ministero di esibire i documenti anche riservati

07/2019

Il Tribunale Civile di Roma riconosce la cittadinanza italiana ai discendenti di una cittadina trasferitasi in Uruguay, riaffermando il principio per cui la cittadina italiana sposandosi non perde la cittadinanza italiana e può trasmetterla ai figli anche se nata prima del 1948. Nonostante i consolati continuino a non autorizzare la presentazione delle richieste di cittadinanza di discendenti di cittadine italiane, il giudice ritiene invece fondata la pretesa e ammette il ricorso diretto al giudice.

Cittadinanza per discendenza materna in Uruguay

09/2019

Il Tribunale Civile di Roma riconosce la cittadinanza italiana ai discendenti di una cittadina trasferitasi in Brasile. Il giudice ricorda che a seguito dell'intervento della Consulta la cittadina non perde la cittadinanza italiana a seguito di matrimonio e che con la decisione della Cassazione la cittadinanza è passata anche per via materna anche se l'ava è nata prima dell'entrata in vigore della Costituzione. In questi casi si può ricorrere subito al giudice non avendo ammesso l’ufficio consolare all’estero la presentazione dell’istanza.

Cittadinanza italiana per discendenza materna

06/2019

Il tribunale Civile di Roma riconosce la cittadinanza italiana ai discendenti di un cittadino italiano emigrato in Brasile. I ricorrenti – adulti e minorenni – avevano richiesto il riconoscimento all’ufficio consolare, tuttavia dopo 2 anni di attesa la loro richiesta non era ancora stata evasa. Per questo i ricorrenti, hanno richiesto ed ottenuto la cittadinanza italiana direttamente in via giudiziaria agendo contro il silenzio-inadempimento della PA.

Cittadinanza italiana per discendenza paterna

09/2019

Il tribuna civile di Modena precisa che la separazione di fatto (e non giudiziale) e quindi la mancata convivenza dei coniugi non preclude il riconoscimento della cittadinanza per matrimonio, perché le cause di preclusioni (divorzio, annullamento, separazione giudiziale) vanno intese come elenco tassativo non applicabile in via estensiva. Il ricorrente aveva agito contro il silenzio della Pubblica Amministrazione che solo durante il giudizio si era poi espressa con un provvedimento di inammissibilità della domanda. Il Giudice ha correttamente inteso di poter continuare il giudizio inizialmente rivolto contro il silenzio della P.A., giudicando così direttamente il provvedimento negativo della Prefettura.

Cittadinanza e separazione di fatto

10/2018