ACCESSO CIVICO

Accesso civico (semplice o generalizzato) consente a chiunque di accedere a dati, documenti e informazioni delle pubbliche amministrazioni senza necessità di dimostrare un interesse qualificato. E’  uno strumento che garantisce la trasparenza e il controllo sull’operato della pubblica amministrazione. Le nostre richieste di accesso civico che sono state presentate anche su incarico di alcune associazioni, quali CILD, ASGI ed ActionAid si sono concentrate su quattro settori che sono stati considerati strategici sia al fine di definire i contorni dei limiti dell’applicazione dell’istituto dell’accesso civico, sia nella raccolta di informazioni relative alle politiche italiane ed europee in materia di diritto d’asilo e di immigrazione: accesso agli accordi bilaterali siglati tra Italia e paesi terzi non pubblicati; accesso alle informazioni relative alle richieste di soccorso pervenute al centro di coordinamento dei soccorsi di Roma da parte di imbarcazioni di migranti in distress e le relative istruzioni impartite per prestare soccorso; accesso alle informazioni concernenti la destinazione dei fondi italiani ed europei volti anche al controllo dei confini; accesso ai regolamenti dei centri hotspot e alle convenzioni e ai rapporti di monitoraggio inviati dalle organizzazioni internazionali al ministero dell’interno per la prestazione di servizi all'interno dei centri hotspot. Da queste richieste sono poi scaturiti ricorso all'autorità amministrativa.

 

Consiglio di Stato condanna il MAE : illegittimo negare l’accesso ai rapporti di spesa sui fondi italiani in Libia  

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in oggetto  ha affermato il principio di trasparenza sull’utilizzo dei fondi italiani quando questi sono affidati ad OIM o altre organizzazioni internazionali per lo svolgimento di programmi umanitari.
Inoltre, si afferma per la prima volta, che gli atti delle agenzie delle Nazioni Unite, anche quando si tratta dei rapporti finanziari inviati al loro donatore, se questi è il governo italiano, sono sottoposti ai doveri di trasparenza e al controllo esercitabile da parte di tutti i cittadini.
Precisamente tutti gli atti che non sono coperti da segreto di Stato sono accessibili, a meno che la pubblica amministrazione non motivi puntualmente le ragioni del rigetto, specificando dettagliatamente gli interessi pubblici lesi dalla divulgazione.
E’ incompatibile con il nostro sistema giuridico una interpretazione che sottragga al giudice la possibilità di verificare la razionalità del diniego opposto dalla pubblica amministrazione, “imponendogli di fatto di arrestarsi alla semplice allegazione della sussistenza dell’interesse da tutelare”.
In conclusione il Consiglio di Stato smentisce il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e l’OIM stesso, i quali hanno negato l’accesso ai rapporti di spesa in cui sono descritte le attività svolte da OIM in Libia in esecuzione di un progetto finanziato dal governo italiano.

Trasparenza, accesso civico e migrazioni: il 25 maggio un incontro online

Il 25 maggio si terrà un video-incontro per discutere e diffondere l’uso dello strumento “Freedom of Information Act” (FOIA) e l’accesso civico generalizzato. La normativa FOIA garantisce a chiunque il diritto di accedere ai dati e ai documenti posseduti dalle pubbliche amministrazioni, se non c’è il pericolo di compromettere altri interessi pubblici o privati rilevanti, indicati dalla legge.

Il FOIA si è rivelato uno strumento utile in diversi ambiti di cui si occupa la nostra associazione e speriamo che questo incontro, che verrà trasmesso in diretta facebook, darà la spinta affinché venga usato con maggior frequenza. Il programma prevede una prima parte di formazione in cui i relatori spiegano diverse modalità di utilizzare l’accesso civico, mentre una seconda parte è dedicata a brevi interventi dei soci ASGI e alle domande, che si potranno inviare tramite la chat dalla diretta facebook.

2 ricorsi al TAR Lazio avverso  il rigetto all’accesso alle operazioni di soccorso avvenute dal 6 al 12 ottobre 2018 e dal 5 al 7 novembre 2018 su incarico di CILD e con il supporto di ASGI

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in risposta a due separate richieste di accesso civico ai documenti relativi alle operazioni di soccorso nel mare Mediterraneo avvenute dal 6 al 12 ottobre 2018 e dal 5 al 7 novembre 2018, ha emesso due provvedimento di rigetto sulla base dell’art. 1048, comma 1°, lett. q), D.P.R. n. 90/2010, il quale sottrae l’accesso ai documenti concernenti la “programmazione, pianificazione, condotta e analisi di attività operative-esercitazioni NATO e nazionali” e sulla base dell’art. 5 bis del d.lgs. 33/2013, poiché, in ordine alla salvaguardia delle relazioni internazionali, “l’eventuale accesso alle comunicazioni/documentazioni relative agli eventi SAR di cui trattasi, comporterebbe un pregiudizio concreto ai rapporti che intercorrono tra Stati ed alle relazioni tra soggetti internazionali, in particolare con il Governo libico e quello maltese”. Tali motivazioni sono state ritenute tautologiche, formali ed errate e pertanto si è presentato ricorso al TAR Lazio per autorizzare l’accesso alla documentazione. L’udienza è fissata per l’8 maggio 2019. Nel caso il TAR accogliesse il ricorso, ci aspettiamo di avere documentazione dalla quale emerge il comportamento omissivo di IMRCC che, ricevuta una richiesta di soccorso da una imbarcazione in difficoltà, non dirama la comunicazione ma chiama direttamente ed unicamente la Guardia Costiera Libica la quale sporadicamente interviene e anche laddove intervenga riporta i migranti nei centri di detenzione libici.

Ricorso al TAR Lazio avverso il rigetto dell’accesso all’accordo Italia – Niger 27 Settembre 2017 e alle lettere inviate dal Niger all’Italia.

Novembre 2018 su incarico di CILD e con il supporto di ASGI

Con un accesso civico Asgi e Cild hanno chiesto di conoscere il contenuto del trattato Italia

Niger sottoscritto dai rispettivi governi il 26 settembre 2017 ma non ratificato dal parlamento italiano e non pubblicato e copia delle lettere del 1 novembre 2017 e del 15 gennaio 2018 mandate dal governo nigerino a quello italiano.

Il ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il ministero della difesa in sede di prima istanza avevano negato l’accesso civico alle lettere, in considerazione del pregiudizio concreto che l’ostensione delle stesse avrebbe potuto arrecare «agli interessi pubblici sottesi alla Difesa, alle questioni militari e alle relazioni internazionali». Con riferimento al testo dell’accordo, il Ministero aveva invece giustificato il diniego sostenendo che esso sarebbe stato liberamente consultabile, una volta pubblicato in Gazzetta ufficiale a conclusione dell’iter legislativo di autorizzazione alla ratifica.  Il 16 novembre 2018 il Tar del Lazio ha dato ragione alle associazioni e ordinato al governo italiano di rendere pubblico l’accordo. Pertanto il governo, senza pubblicare l’accordo in Gazzetta Ufficiale e senza comunicarlo ai presidenti del Parlamento, ha deliberato in ordine alla presentazione del disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione in materia di difesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Niger, fatto a Roma il 26 settembre 2017.

Ricorso avverso il rigetto alla richiesta di accesso ai rendiconti delle attività svolte da OIM in Libia in esecuzione del programma "Comprehensive and multi-sectoral action plan in response to the migration crisis in Libya" di 18 milioni

Alla luce della genericità delle informazioni a disposizione e quindi della impossibilità di ricostruire con precisione gli obblighi a cui OIM si è impegnato ad adempiere in favore del MAECI, si è provveduto ad effettuare uno specifico accesso civico volto a chiarire sia le specifiche attivitàche sono state richieste o implementate da OIM con il finanziamento, sia le garanzie che OIM ha dato al MAECI per l’implementazione delle attività di cui all’intesa. Tale richiesta appare totalmente in linea con la peculiare situazione sociale e politica esistente in Libia, dove ogni impiego di somma – specialmente se riguardante comunità locali e centri di detenzione – dovrebbe essere sottoposta ad un attento scrutinio e al diritto alla trasparenza e al controllo sull' andamento della pubblica amminsitrazione da parte dei cittadini.

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