Antidiscriminazione e

accesso ai diritti

Gli atti compiuti dalle pubbliche amministrazioni, i loro comportamenti o provvedimenti possono causare discriminazioni, ghettizzazioni, o trattamenti sfavorevoli o ineguali e ,contro di essi, oltre a vari strumenti di adovocacy, si può ricorrere al Tribunale civile, il quale può accertare il carattere discriminatorio dell’atto e di conseguenza ordinarne la rimozione. 

 

Il Tribunale civile di Roma accerta la natura discriminatoria dell'Avviso Pubblico approvato dal comune di Roma per l'assegnazione del buono spesa 

06/2020

Il Tribunale di Roma dichiara la natura discriminatoria delle disposizioni contenute nell’Avviso Pubblico approvato dal Comune di Roma laddove per l’assegnazione del buono spesa si richieda il requisito della iscrizione anagrafica e quindi indirettamente - per i soli cittadini stranieri - anche il possesso di un permesso di soggiorno.
Il Giudice Albano, difatti, nonostante l'erogazione nelle more del giudizio del buono spesa in favore della famiglia del ricorrente, accerta in via principale la sussistenza della condotta discriminatoria da parte dell'amministrazione comunale affermando la natura del diritto antidiscriminatorio quale "diritto assoluto" e la sussistenza della legittimazione ad agire anche del singolo qualora la discriminazione collettiva possa ledere una pluralità indeterminata di soggetti e il soggetto singolo che agisce si trovi nelle condizioni di essere potenzialmente leso dal comportamento discriminatorio oltre a ribadire, ex art. 28, co. 4, del d.lgs. 150/2011, la sostanziale inversione dell'onere probatorio a carico dell'amministrazione.

Buono spesa riconosciuto ad un nucleo familiare sprovvisto di permesso di soggiorno e di residenza

04/2020

Il Giudice nel ricostruire la disciplina dei diritti fondamentali degli stranieri, tiene conto dell’importante evoluzione giurisprudenziale intervenuta soprattutto in materia di diritti sociali degli stranieri, ribadendo il principio affermato da tempo dalla Corte Costituzionale inerente il carattere universalistico dei diritti umani fondamentali per cui "esiste un nucleo “minimo” di questi diritti che non può essere violato e spetta a tutte le persone in quanto tali, a prescindere dalla regolarità del soggiorno sul territorio italiano". Di conseguenza, viene ammesso al beneficio del buono spesa un nucleo familiare irregolarmente soggiornante sul territorio italiano e qui radicatosi in base al solo domicilio, in quanto trattasi di misura emergenziale introdotta a tutela di un diritto fondamentale, tra cui quello all’alimentazione e alla vita stessa, che non ammette discriminazioni e che pertanto bisogna riconoscere e garantire a tutte le persone, a prescindere dalla loro presenza regolare sul territorio o da specifici requisiti quale quello della residenza, e a maggior ragione nel caso di specie in cui sono tra l’altro coinvolti tre minori, soggetti particolarmente vulnerabili e meritevoli di tutela.

Diritto di una rifugiata non iscritta all'anagrafe ad essere ammessa al beneficio dei buoni spesa erogati dal Comune di Roma durante l'emergenza Covid-19 

04/2020

Il Tribunale di Roma accoglie, con decreto inaudita altera parte, la domanda cautelare presentata con ricorso ex art. 700 c.p.c. da parte di una cittadina nigeriana rifugiata ma non iscritta all'anagrafe comunale ad essere ammessa al beneficio del buono spesa per le famiglie in difficoltà introdotto dal Comune di Roma nell'ambito di quanto previsto nell'Ordinanza del Capo della Protezione Civile n. 658 del 29 marzo 2020. In particolare, quanto contestato in sede giurisdizionale è il requisito della residenza richiesto ai potenziali beneficiari di tale buono spesa da parte del Comune di Roma non soddisfatto dalla ricorrente in quanto impossibilitata a ritirare materialmente il proprio permesso per rifugiata a causa della temporanea chiusura degli Uffici Immigrazione durante la nota emergenza sanitaria Covid-19 e conseguentemente ad ottenere la residenza presso il Comune di riferimento dove risulta comunque domiciliata.

Urgente inserimento di un richiedente asilo dimesso dal CPR nel circuito accoglienza

03/2020

Il TAR ha accolto un ricorso cautelare ante causam presentato a seguito del diniego da parte della Prefettura di inserire un richiedente asilo, appena dimesso dal CPR di Ponte Galeria per incompatibilità sanitario/psichiatrica con il trattenimento, nel circuito accoglienza. In particolare, il TAR accoglie il ricorso evidenziando come sussistano i presupposti di eccezionale gravità e urgenza in relazione alla situazione sanitaria dell’interessato dato che le patologie di cui il medesimo è affetto richiedono una cura continuativa. Di conseguenza, viene intimato all'Amministrazione di inserire immediatamente l'istante nel circuito di accoglienza previsto  per i richiedenti protezione internazionale con esigenze particolari, avuto riguardo alle peculiarità del caso e alla vulnerabilità del richiedente.

Termine zingaro su manuali ed. Simone

05/2015

Il tribunale civille di roma dichiare discriminatoria l’associazione del termine “zingaro” alla commissione di reati contro il patrimonio che di fatto diffonde uno stereotipo negativo oltre che un preconcetto razziale privo di fondamento, stigmatizzando la etnia Rom e Sinta con evidente pregiudizio per la vita sociale degli appartenenti ad essa.

Discriminatorio il campo "La Barbuta"

05/2015

Il Tribunale Civile di Roma ha riconosciuto il carattere discriminatorio di natura indiretta della complessiva condotta di Roma Capitale nell’assegnazione degli alloggi del villaggio attrezzato La Barbuta, ordinando di conseguenza la cessazione della suddetta condotta nel suo complesso, quale descritta in motivazione, e la rimozione dei relativi effetti

Esenzione ticket inoccupato

02/2017

Il tribunale civile di Roma ha riconosciuto il diritto all’esenzione dal ticket sanitario per una cittadina irakena rifugiata in quanto lo stato di inoccupazione della donna consente di accedere alle prestazione a carattere assistenziale riconosciute per i disoccupati.

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